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Tony Tammaro 16/03/2010


Un parroco per il lavoro 16/03/2010

 

Il quindicinale



Brenda uccisa dalle esalazioni di fumo

E' morta per soffocamento da fumo Brenda, la trans implicata nella vicenda dell’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Questa mattina il corpo di Brenda è stato trovato carbonizzato in un seminterrato trasformato in appartamento in via Due Ponti a Roma. Secondo gli inquirenti la trans è morta nell'incendio sprigionatosi da un borsone, trovato vicino alla porta d'ingresso e sui cui c'erano tracce di una sostanza infiammabile. Sul suo corpo non c'erano segni di violenza. La trans era seminuda e accanto a lei c'erano una bottiglia di whisky e due valigie pronte. La procura sta vagliando l'ipotesi di omicidio volontario nell'attesa dei risultati dell'autopsia e degli esami tossicologici. La Squadra mobile della Questura di Roma ha sequestrato il personal computer della trans, che era nel lavandino. Probabilmte è stato immerso nell'acqua per renderlo inutilizzabile. Saranno effettuati accertamenti sui file contenuti nel pc. La trans era stata ascoltata lo scorso 2 novembre in procura a Roma, come testimone nel caso Marrazzo. Dopo una settimana, il 9, era stata aggredita e derubata della borsa e del cellulare da una banda di uomini dell’Est.
Un'amica, la trans Barbara, protesta: « l’hanno ammazzata, ieri sera l’avevamo lasciata sola a casa a vedere la Tv. Stava male psicologicamente e voleva tornare in Brasile ». I viados presenti nel condominio protestano perché temono per la loro vita. «Tutte le trans che abitano in questa zona – dice una di esse - sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni».
Le prime reazioni ufficiali sono dell’avvocato di Marrazzo, Luca Petrucci. «Il caso sta prendendo una svolta tragica e inquietante. Non posso pensare - ha aggiunto - che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e che da poche ore è stata bruciata: vanno approfondite le cause anche se non ho alcun elemento per aggiungere qualcosa in più rispetto a quello che apprendo dai media. Dico che forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno Bianca, dove si mettevano tra l'altro a tacere i testimoni. In questo senso ritengo giusto rimettere sotto protezione Natalie».

Josè Astarita

Germana Grasso

20/11/2009

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