E' morta per soffocamento da fumo Brenda, la trans implicata nella vicenda dell’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Questa mattina il corpo di Brenda è stato trovato carbonizzato in un seminterrato trasformato in appartamento in via Due Ponti a Roma. Secondo gli inquirenti la trans è morta nell'incendio sprigionatosi da un borsone, trovato vicino alla porta d'ingresso e sui cui c'erano tracce di una sostanza infiammabile. Sul suo corpo non c'erano segni di violenza. La trans era seminuda e accanto a lei c'erano una bottiglia di whisky e due valigie pronte. La procura sta vagliando l'ipotesi di omicidio volontario nell'attesa dei risultati dell'autopsia e degli esami tossicologici. La Squadra mobile della Questura di Roma ha sequestrato il personal computer della trans, che era nel lavandino. Probabilmte è stato immerso nell'acqua per renderlo inutilizzabile. Saranno effettuati accertamenti sui file contenuti nel pc. La trans era stata ascoltata lo scorso 2 novembre in procura a Roma, come testimone nel caso Marrazzo. Dopo una settimana, il 9, era stata aggredita e derubata della borsa e del cellulare da una banda di uomini dell’Est.
Un'amica, la trans Barbara, protesta: « l’hanno ammazzata, ieri sera l’avevamo lasciata sola a casa a vedere la Tv. Stava male psicologicamente e voleva tornare in Brasile ». I viados presenti nel condominio protestano perché temono per la loro vita. «Tutte le trans che abitano in questa zona – dice una di esse - sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni».
Le prime reazioni ufficiali sono dell’avvocato di Marrazzo, Luca Petrucci. «Il caso sta prendendo una svolta tragica e inquietante. Non posso pensare - ha aggiunto - che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e che da poche ore è stata bruciata: vanno approfondite le cause anche se non ho alcun elemento per aggiungere qualcosa in più rispetto a quello che apprendo dai media. Dico che forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno Bianca, dove si mettevano tra l'altro a tacere i testimoni. In questo senso ritengo giusto rimettere sotto protezione Natalie».
Josè Astarita
Germana Grasso
20/11/2009 |