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I ragazzi di Nisida 30/04/10

 

Il quindicinale



Ciancimino junior, il nuovo picconatore

«Forza Italia è nata dalla trattativa tra mafia e Stato»: è pesantissima la nuova dichiarazione di Massimo Ciancimino, figlio di Vito, l’ex sindaco mafioso di Palermo. Ciancimino junior, interrogato come testimone al processo di Palermo per favoreggiamento a Cosa Nostra nei confronti del generale dell’Arma Mario Mori, ha esposto la sua tesi spiegando il contenuto di un pizzino conservato da suo padre.
Nel documento in questione, il padrino Bernardo Provenzano, proprio tramite Vito Ciancimino, intendeva rivolgersi direttamente sia a Marcello Dell’Utri che a Silvio Berlusconi. Quest’ultimo, sempre secondo Ciancimino junior, se non avesse continuato a collaborare alla trattativa Stato-mafia, avrebbe subito un atto intimidatorio contro il figlio primogenito. «Intendo portare il mio contributo - si legge nel pizzino - che non sarà di poco conto perché questo triste evento non si verifichi (il riferimento è alla presunta intimidazione, ndr). Sono convinto che Berlusconi potrà mettere a disposizione le sue reti televisive». «Mio padre - ha successivamente spiegato Ciancimino illustrando il biglietto - mi disse che questo documento, insieme all’immunità di cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di Riina, era il frutto di un’unica trattativa che andava avanti da anni. Con quel messaggio, Provenzano voleva richiamare il partito di Forza Italia, nato grazie alla trattativa, a tornare sui suoi passi e a non scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell’accordo».
Accuse pesantissime quelle di Ciancimino, alle quali Silvio Berlusconi ha risposto con il silenzio, affidando la replica del Governo ad Angelino Alfano e Niccolò Ghedini. Il Guardasigilli: «In atto un tentativo di delegittimazione dell’azione del governo Berlusconi, sempre in prima linea nella lotta a Cosa Nostra». L’avvocato del premier e parlamentare Pdl: «Le dichiarazioni di Massimo Ciancimino non sono soltanto destituite di ogni fondamento, ma sono anche totalmente inverosimili e prive di ogni dignità logica». Tra le altre reazioni alle rivelazioni shock del nuovo pentito di mafia, da segnalare quelle di Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini. «Vogliamo fornire - ha detto il leader dell’Idv -  un’alternativa di governo a quello piduista, fascista e, se fosse vero quello che dice Ciancimino oggi, paramafiosa del governo Berlusconi. Non è solo Ciancimino che lo dice ma sono in tanti».
Diametralmente opposto il parere del numero uno dell’Udc, secondo cui «ritenere che Forza Italia sia prodotto della mafia significa non solo offendere milioni di elettori, ma soprattutto falsificare profondamente la realtà. Non ha futuro un Paese in cui la politica si fa usando queste armi». Ai magistrati di Palermo, ora, il compito di stabilire, con certezza e in tempi ragionevolmente brevi, l’attendibilità di Massimo Ciancimino.

09/02/2010

Pierluigi Giordano Cardone

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