Il primo ministro degli Esteri, nella storia dell’Unione Europea, non è Massimo D’Alema ma una baronessa inglese del Lancashire.
Diventa, invece, presidente stabile del Consiglio europeo il belga, Herman Van Rompuy.
Catherine Ashton, eletta ieri con i voti determinanti dei socialisti, è sposata e madre di due figli, ha 53 anni ed è laureata in economia; laburista da sempre, non ha mai assunto incarichi di primo piano nel parlamento inglese. A fine anni Novanta l’allora premier Tony Blair la nomina senatrice a vita conferendole il titolo di baronessa. L’inglese assumerà anche l’incarico di vicepresidente della Commissione europea.
I nuovi eletti prenderanno possesso dei loro ruoli, nel prossimo mese di dicembre, cioè dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona che introduce le nuove figure.
Alla fine, dunque, sono prevalse le esigenze di spartizione tra socialisti e popolari e non la qualità delle candidature. Maggioranza e opposizione esprimono solidarietà allo sconfitto D’Alema rinnovandogli la loro stima.
Dal canto suo D’Alema ha affermato in una nota che <<è stato un onore essere stato candidato>> e fa <<i migliori auguri alle persone nominate>>.
Il governo italiano, a parziale risarcimento, per sua la mancata nomina potrebbe chiedere agli altri leader europei di scegliere Giulio Tremonti alla guida dell’Eurogruppo e di aumentare i poteri del commissario europeo ai Trasporti e alle Infrastrutture, Antonio Tajani.
Stella Colucci
20/11/2009 |