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Napoli: un feto bianco al centro di piazza del Plebiscito. L’ultima opera di Jago

«L’ho ribattezzato “Look-Down”. Invece di Lockdown. Guarda in basso, guarda agli ultimi, sono i fragili ad avere ancora meno voce di ieri. Ma adesso non devo spiegare nulla. Ciascuno ci leggerà ciò che vede». Con queste parole, lo scultore ciociaro Jago, al secolo Jacopo Cardillo, presenta la sua ultima opera: un neonato bianco rannicchiato al centro di piazza del Plebiscito a Napoli.

La scultura, concepita con 700 chili di marmo americano cesellato e ispirata alla “Pietà” di Michelangelo, ha dato il buongiorno al capoluogo campano alle prime luci dell’alba del 5 novembre e ancora oggi continua ad emozionare i cittadini. Anche se Jago vuole lasciare la libera interpretazione dell’opera al pubblico, la stessa, come suggerisce il nome, rivolge uno sguardo verso il basso, agli ultimi della classe sociale, ovvero, i poveri (inizialmente, l’opera doveva chiamarsi “Homeless”, senzatetto). Il neonato, nudo, in posizione fetale e legato al suolo da una catena a mo’ di cordone ombelicale, sembra simboleggiare la sofferenza di un popolo piegato dalla violenza del coronavirus.

“Look-Down” è stato accolto con entusiasmo anche dall’assessora alla Cultura della città partenopea Eleonora De Majo, dal soprintendente Luigi La Rocca e dal presidente della Terza Municipalità Ivo Poggiani, i quali hanno subito autorizzato la sua installazione in piazza. Questa non è stata nemmeno la prima opera che Jago ha offerto a Napoli: infatti, già l’anno scorso, lo scultore aveva donato “Il figlio velato”, realizzato a New York ed esposto al rione Sanità.

L’opera è praticamente il guanto di sfida lanciato da Jago nei confronti del lockdown, un incubo che, dati epidemiologici alla mano, sembra diventare sempre più concreto per i campani. L’invito è quello di resistere, nonostante le sofferenze patite nei mesi scorsi, a quelle che potrebbero ripresentarsi in questi ultimi giorni. Anche se ciò dovesse significare domandare “pietà”.

 

 

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