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Scuola. Il rientro delle superiori, tra scioperi e preoccupazione

Se il rientro in classe per gli studenti delle elementari e delle medie non sembra aver comportato variazioni significative nella curva nazionale dei contagi, la riapertura delle scuole superiori al 50% in presenza ha generato reazioni contrastanti tanto negli studenti italiani quanto nei genitori.

In Campania, 40 istituti hanno aderito ad uno sciopero per la prosecuzione delle attività in didattica a distanza finché non sarà possibile un rientro in sicurezza. Tali condizioni, come sottolineato dalla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Lucia Franzese, sembrerebbero esserci: le aule non sono considerabili veicolo di contagio. Gli studenti, però, raccontano un’altra storia.

Se è vero che gli edifici scolastici stanno rispettando le misure di distanziamento e sanificazione necessarie, non è così per i mezzi pubblici, che soprattutto nella regione Campania risultano al di sotto degli standard per funzionalità e frequenza delle corse. Il maltempo continuo, inoltre, costringe i pendolari ad un sovraffollamento delle linee della metropolitana nel capoluogo, e così anche per le linee della Circumvesuviana e della Cumana.

Anche gli studenti di istituti che garantiscono il rispetto delle norme di sicurezza hanno deciso di unirsi agli scioperi in segno di solidarietà e per protesta contro un sistema scolastico al collasso sin dall’inizio della pandemia.

I ragazzi hanno dichiarato di aver bisogno di una socialità che non si limiti alle chat o alle poche occasioni di ritrovo consentite dalla zona gialla, ma la maggioranza si è detta preoccupata per le condizioni collaterali al rientro scolastico.

Tali preoccupazioni sono condivise dal consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi. «Non può essere che la seconda fase sia gestita come la prima, che era facile, perché rivolta solo agli operatori sanitari», ha dichiarato infatti Ricciardi «Avremo bisogno di una organizzazione di tipo militare che ancora non c’è. Non può essere considerata ordinaria amministrazione».

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