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Governo, l’operazione di Conte per allargare la maggioranza

governo, primo piano del Premiere Giuseppe Conte seduto alla scrivania

Dopo 50 minuti di colloquio con Mattarella, il Premier Giuseppe Conte si mette al lavoro stabilizzare il governo aumentando i consensi.
La Camera dei Deputati ha confermato la fiducia all’esecutivo giallo-rosso che porta la firma di Giuseppe Conte. Il muro è arrivato dal Senato. Nonostante i 156 voti a favore l’equilibrio rimane precario, perché non è stata raggiunta la maggioranza assoluta di 161 senatori.

Matteo Renzi  continua sulla linea dell’opposizione. Il fautore della crisi e leader di Italia Viva punta al ritorno alle urne. Gli fa eco la compagine di destra, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono convinti che si debba superare l’esperienza giallo-rossa.
In Forza Italia si è assistito a una procedura di epurazione. Due senatori hanno tradito la linea del partito e votato la fiducia al Conte bis, si tratta di  Mariarosaria Rossi e Andrea Causin. Ora sono fuori da Forza Italia. Ad annunciarlo poco dopo il voto in senato è stato il vicepresidente del partito Antonio Tajani.

Governo, il colloquio con Mattarella per spiegare la situazione

Ieri, dopo un vertice di maggioranza, Conte è salito al Quirinale per un incontro informativo con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I 50 minuti di colloquio sarebbero serviti per spiegare l’attuale situazione politica e la necessità di compattare le forze e portare a termine la legislatura.
Mattarella, che si è sempre definito arbitro imparziale, avrebbe ribadito la necessità di fare in fretta e rimettersi a lavoro sui problemi del paese, ancora nel pieno della pandemia di Covid-19.
A complicare il momento è il fatto che la crisi è stata innescata in una fase delicata: l’avvio della campagna di vaccinazione, il voto sullo scostamento di bilancio, i lavori sul Recovery Plan.

Dialogo a parte, indiscrezioni giornalistiche parlano di ansia a Palazzo Chigi, perché il tutto può cambiare repentinamente.
Necessario ampliare la maggioranza, per farlo c’è al vaglio l’ipotesi di un rimpasto per riequilibrare le forze. Il tutto dovrebbe accadere in pochi giorni, perché, come anticipato prima, urgono i lavori sul Recovery Plan e il paese ha necessità di mostrarsi all’Unione europea compatto e decisionista.

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