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Governo, le reazioni al nome di Mario Draghi e il destino di Giuseppe Conte

Governo, nell'immagine è presente Mario Draghi, incaricato da Sergio Mattarella alla formazione di un nuovo esecutivo

«Penso che Draghi sia il miglior presidente del Consiglio per l’Italia, in particolare in questo momento» lo dice Matteo Renzi alla Cnn riflettendo sul nuovo governo.
Il leader di Italia Viva è sicuro sul fatto che il “professore” possa sbloccare la complessa situazione italiana: «Draghi era presidente della Bce, è ammirato nel mondo. È la speranza del Paese».
Tono pacato quello di Renzi. Dopo gli scontri politici dei giorni scorsi c’è da concentrarsi per confezionare un confronto con Mario Draghi in sede di consultazione.

Si apre una fase che culminerà in uno dei tre scenari: la nascita di un nuovo esecutivo, il fallimento delle consultazioni e il ritorno alle urne. Obiettivo generale è la creazione di un esecutivo funzionale per superare la crisi sanitaria, gestire la campagna di vaccinazione e lavorare al Recovery Plan.
Il nome di Draghi è legato alla Banca centrale europea (BCE), in queste ore numerose sono le analisi sulle sue strategie per presentare un piano che dia onore agli oltre 200 miliardi di euro in aiuti, uno dei punti sospesi dell’esecutivo Conte.

Alcune posizioni politiche sul nome di Mario Draghi

Fino a poche ora fa il centrodestra sembrava compatto sul ritorno alle urne. Questa mattina, invece, si intravede una convergenza verso il dialogo e spaccature nella compagine.
Appare chiaro dalle parole del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo sulle colonne di Repubblica: «La Lega ascolterà quel che verrà proposto. Poi valuterà e infine deciderà il da farsi. Dopo un confronto con tutto il centrodestra, ovvio. Con una premessa: le elezioni sarebbero per noi la soluzione migliore per dare un governo davvero stabile e duraturo al Paese».

Secondo l’Adnkronos nel vertice di ieri tra le forze di opposizione Giorgia Meloni sarebbe rimasta salda sulla posizione del voto anticipato.
Una nota congiunta era destinata alla stampa ma un solo punto avrebbe fatto saltare la comunicazione: quello relativo all’apprezzamento verso Mario Draghi come profilo professionale e disponibilità a vederlo come premier.

A svelare le posizioni dall’altra parte della barricata è il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti: «Nel quadro del lavoro che si è avviato dopo il conferimento dell’incarico al professor Draghi, pur nel rispetto del confronto che si è aperto tra le forze politiche, è positiva la disponibilità di Pd, M5S e Leu di voler continuare a tenere aperta una prospettiva politica unitaria».

Posizioni che subiranno smottamenti e limature nelle prossime ore, quando si entrerà nel vivo delle consultazioni. Intanto si muovono ipotesi sul ruolo di Giuseppe Conte.

Governo, ritorno di Giuseppe Conte come vicepremier o Ministro degli esteri?

Conte torna in cattedra. Questa è l’ipotesi più probabile che delinea il destino dell’avvocato del popolo. Il rettore dell’università di Firenze Luigi Dei è pronto ad accogliere Conte a braccia aperte, dopo aver dimostrato: «grande competenza e precisa statura morale».
Il ritorno alle vesti di docente ordinario di diritto privato presso il Dipartimento di Scienze giuridiche potrebbe avvenire il 22 febbraio, con l’avvio del nuovo semestre.

Nel mondo delle indiscrezioni c’è chi parla di un dialogo Draghi-Conte con oggetto di discorso un incarico. Si parla di vicepremier o Ministro degli esteri. Voci di corridoio che stamattina trovano un muro: «Le notizie che stanno trapelando in queste ore sul colloquio tra Giuseppe Conte e Mario Draghi sono totalmente inventate» il chiarimento arriva da fonti di Palazzo Chigi, e si prosegue: «In particolare, è destituita di fondamento l’indiscrezione secondo cui nel corso dell’incontro si sarebbe parlato di incarichi di governo per il presidente Conte. Ancora una volta si torna a ribadire che in questa fase tutti i virgolettati e retroscena attribuiti a Giuseppe Conte sono destituiti di fondamento».

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