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Frana Amalfi: aperta inchiesta per disastro colposo

Ancora una volta, la costiera amalfitana è preda del dissesto idrogeologico. Nella mattinata di martedì, un costone di roccia è franato sulla statale 163 di Amalfi, conseguenza delle abbondanti piogge cadute in questi ultimi giorni.

Un disagio di viabilità che avrebbe potuto avere i contorni della tragedia: la mattina della frana, un autobus pieno di studenti ha scampato il pericolo per questione di secondi. Al momento non si segnalano dispersi, come annunciato dal sindaco della cittadina salernitana Daniele Milano, ma la frana ha portato comunque a delle conseguenze.

Nove abitanti del rione San Biagio, la zona più colpita dallo smottamento, hanno dovuto abbandonare le loro case e l’erogazione dell’acqua è stata sospesa a causa della spaccatura delle condutture. Inoltre, è stata ripristinata la didattica a distanza per le scuole tramite l’ordinanza del sindaco. Il servizio di assistenza medica d’emergenza è stato potenziato con l’aggiunta di due ambulanze ed è stato attivato il centro operativo comunale.

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha parlato della necessita di costruire un viadotto sul costone e delle vie di fuga per evitare l’isolamento in caso di dissesto idrogeologico. Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Salerno, guidata da Giuseppe Borrelli, ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, in modo da accertare le responsabilità che hanno portato alla frana.

L’assessore alla viabilità Francesco De Riso, aveva dichiarato al Mattino che la strada in questione non era oggetto di interventi di manutenzione e che gli stessi hanno interessato un’altra zona della costiera, e comunque erano operazioni di pulizia della strada. Ad oggi, le frane che hanno interessato il territorio sono diventate 34.

DELLO JOIO: «BISOGNA FARE LUCE SU QUANTO ACCADUTO»

«Non ho contezza di che lavori siano stati messi in atto sulla zona colpita. Dalle ricostruzioni si dice che ci siano stati degli interventi qualche anno fa, ma è chiaro che bisogna fare luce su quanto accaduto. Solo i tecnici indicati dalla magistratura possono capire se quegli interventi sono stati la causa del crollo, oppure se esso è avvenuto per cause naturali». Così si è espresso Tristano Francesco Dello Joio Ravallese, presidente dell’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari. «La costiera è per pochi – ha poi aggiunto – Ci vuole veramente un cervello professionale che vada oltre, soprattutto per quanto riguarda il fattore climatico, che è un parametro da non sottovalutare. Le bombe d’acqua  possono essere tanto vanificate dal sistema idraulico naturalistico, quanto dalla manutenzione, ma con precipitazioni così frequenti avvenute in un breve lasso di tempo questi scenari non sono così improbabili. Nell’ultimo anno ci sono stati crolli e frane, come quelle 4-5 avvenute a dicembre 2019 da Cetara fino ad Amalfi nella stessa nottata, le quali avevano bloccato il traffico veicolare e imprigionato gli ospiti dell’Hotel Cetus di Cetara, poi salvati dalla Protezione Civile».

Alla normativa deve seguire anche un’azione concreta per contrastare questa variabile climatica: «Possiamo fare tutte le norme che vogliamo, ma se non le mettiamo in pratica e non facciamo un sistema di monitoraggio e sorveglianza efficace, il tutto diventa una perdita di tempo».

Per quanto riguarda le risposte da parte Provincia e Regione per risolvere la questione, Dello Joio ha chiarito: «Anche il genio civile si sta adoperando nell’ideazione di un masterplan intelligente e a lungo raggio per la messa a punto della fascia costiera che va da Salerno fino a Castellammare di Stabia. Gli investimenti economici richiesti sono importanti, ma se servono a precludere crolli e frane è tanto di guadagnato».

La conformazione morfologica dell’ambiente circostante potrebbe essere un problema per curare la viabilità: «La costiera è quasi un unicum nel suo genere, ma, come le auto d’epoca, richiede un alto costo per la manutenzione. Situazioni come questa si possono risolvere solo con la programmazione».

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