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Cybersecurity, attacchi alla sanità tra i rischi del 2021

Cybersecurity, in foto una donna del personale sanitario

Password deboli, pochi investimenti nella Cybersecurity e software obsoleti, così i criminali digitali penetrano le reti aziendali e rubano di tutto, con la battaglia contro il Covid-19 l’allarme riguarda la sanità.

La pandemia ha spinto quasi tutta la forza lavoro allo Smart working. Computer e smartphone sono diventati oggetti preziosi e quasi indispensabili.
Riguardo le buone norme di sicurezza informatica, la frenetica corsa alla tecnologia ha colto una grossa fetta di utenza impreparata: password deboli, scarso uso della crittografia e pochi investimenti sono tra gli ingredienti principali per attirare i cybercriminali.
Il rischio riguarda praticamente chiunque utilizzi Internet, sia per lavoro che per diletto. Quest’anno, però, vista la corsa ai vaccini sono ospedali, cliniche e industrie farmaceutiche a essere più a rischio.

Cybersecurity, il vaccino Pfizer-BioNTech tra gli oggetti del desiderio degli hacker

A dicembre scorso, nei giorni in cui avveniva l’annuncio di un primo vaccino efficace contro Covid-19, gli hacker si sono messi all’opera per penetrare le reti dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema). Il risultato di tale attacco è stato rilevato dopo le festività natalizie. La società italiana di sicurezza informatica Yarix ha consegnato un faldone alla Polizia postale dove si è dettagliato la portata dell’episodio.

I dati industriali sul vaccino Pfizer-BioNTech e sulla sua replicazione sono finiti nell’Internet profondo (Deep web) dov’è possibile accedere con particolari accorgimenti. Lì si insedia la maggior parte delle attività criminali in ambito informatico.

Diverse le aziende e agenzie che stanno sensibilizzando l’utenza riguardo la sicurezza informatica. In realtà, essa è una pratica attiva da anni. Tra i più esperti figurano i tecnici dell’azienda di sicurezza Kaspersky. Secondo le previsioni, il comparto sanitario passerà gradualmente a sfruttare i servizi cloud. I dati dei pazienti saranno connessi alla rete, in un sistema a circuito chiuso e accessibile solo agli addetti ai lavori, quindi saranno dematerializzati. Tuttavia, se tali tecnologie non saranno protette, gli hacker saranno capaci di trafugare migliaia di cartelle cliniche con poco sforzo.

La buona intenzione di alleggerire i faldoni e riorganizzarli in digitale potrebbe trasformarsi in una tragedia, sia dal punto di vista sociale che economico. L’antidoto prevede due ingredienti: investimenti mirati e addestramento del personale.

Il 2021, quindi, non è solo l’anno di risposta al Covid-19 ma quello delle decisioni in ambito informatico. Settore che andrà a delineare i nuovi equilibri politici.

Riguardo l’Italia: Fibra ottica, 5G, digitalizzazione della Pubblica amministrazione e transizione verde sono le parole più pronunciate dalla politica. Ma, attualmente, tra una crisi di governo e lo scarso decisionismo su investimenti e cronoprogrammi, queste rischiano di rimanere solo belle parole incise sulla carta.

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