Libano, processato il regista Ziad Doueiri dopo la Mostra del Cinema di Venezia

Era di ritorno dalla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, quando è stato arrestato a Beirut dalla polizia. Ziad Doueiri, regista libanese, è stato bloccato alla dogana con l’accusa di “collaborazionismo con il nemico israeliano”. Interrogato per tre ore da un tribunale militare, è stato poi prosciolto. A farlo finire nel mirino un film del 2013, The Attack. La pellicola era stata girata in parte in Israele, paese con cui il Libano è in guerra sin dalla sua fondazione. Secondo quanto riferito, sarebbe stato un gruppo di integralisti musulmani libanesi a fare pressione sull’autorità giudiziaria, non accettando l’idea che il regista avesse realizzato il suo lavoro in Israele. Al bando in molti paesi arabi, quest’opera narra la storia di un chirurgo palestinese, apprezzato dall’establishment di Tel Aviv. Sarà la scoperta delle responsabilità della moglie in un attacco suicida in città a segnarlo profondamente.

Il regista aveva appena trionfato alla 74esima edizione della Biennale del Cinema con il suo The Insult, vincitore della Coppa Volpi per il miglior attore, andata al palestinese Kamel El Basha. È stata proprio l’eco generata dal premio a condurre le forze dell’ordine alla riapertura del caso, risalente ormai a quattro anni fa.

“Mi hanno sequestrato i miei due passaporti libanese e francese”, ha spiegato Doueiri, già assistente alla regia di Quentin Tarantino e acclamato a livello internazionale. L’ex moglie e cosceneggiatrice per The insult, Joelle Touma, ha chiarito che Doueiri si stava recando a Beirut per la prima del suo nuovo film, prevista per questa settimana. A sostenerlo anche il ministro della cultura libanese, Ghattas Khury, che ha affermato: “Bisogna rispettarlo e onorarlo”.